" La cucina è un' opportunità, non un limite."

Pizza a spicchi con barbabietola e cavolo viola

Sono una napoletana atipica!
Adoro la pizza, ci mancherebbe, ma non sono fan della pizza per antonomasia: la margherita.
Non mi piace il pomodoro sull’impasto di acqua e farina lievitati.
Per questo motivo tendo sempre a scegliere il prodotto più bizzarro che trovo sul menù della pizzeria dove mi trovo. Mi piacciono gli accostamenti insoliti, ai quali, magari, siamo abituati a vedere nel piatto di casa – o in un ristorante – ma difficilmente in una pizzeria.
Sono una cliente esigente sotto questo punto di vista: cerco sempre un sapore nuovo, che possa incuriosirmi prima e deliziare le papille gustative dopo.
E posso ritenermi soddisfatta, tutto sommato: l’era moderna ha apportato progressi anche in cucina, e la società resta al passo. Nascono pizzerie gourmet, o dedite all’attenzione per le intolleranze varie, o che abbracciano la filosofia alimentare di taluni piuttosto che di altri. Insomma: ce n’è per tutti i gusti! O almeno in città non si fa fatica a trovare un locale di ristoro che possa calzarci a pennello. Perchè se è vero che in città troviamo la qualunque, diversa invece è la sorte per chi non può o non vuole spostarsi dal paese. Pizzerie che accontentano un po’ tutti i gusti sono ancora dei barlumi, delle oasi nel deserto, a discapito delle pizzerie vecchio stampo, dove “vecchio stampo” non sta ad indicare un servizio qualitativamente migliore, artigianale, anzi: i menù propongono i soliti gusti fissi (margherita, marinare, capricciosa, mimosa, wurstel e patatine, ecc) che si protraggono nel tempo, di generazione in generazione. E relativo ambiente rimasto agli anni che furono.
Vivo in un paese di ventidue mila abitanti circa, nè grande nè piccolo, e con varie serrande che si spacciano per pizzerie, ma che, oltre al forno a legna, al tavolino di plastica bianco, alla panna da cucina esposta sul banco da lavoro, ed ad una tenda antimosche rotta all’ingresso, di pizzeria gli resta ben poco. Ed ecco che il coraggio dei giovani, di investire nel paese di origine, viene premiato. Pochi, pochissimi hanno avuto la forza d’animo di aprire un locale di qualità in zona, ma ecco che sono stati ben ripagati dalla calca di persone che desidera mangiare ai loro tavoli.
Non conta più (solo) il costo della pizza in sè: il cliente vuole (giustamente!) mangiare bene, e se ciò significa spendere da 1,50€ a 4,00€ in più, si è ben disposti a farlo.
In virtù di tutto questo, ecco che anche a casa, mentre giochiamo a fare i pizzaioli io e mio figlio, condisco la pizza a mia immagine e somiglianza.
Oltre alla farcia, è mio solito fare attenzione anche alle farine, che prediligo integrali. Nella ricetta che segue, però, troverete anche la 00 solo perchè ero sprovvista della tipo 1 che, in generale, vi consiglio!


pizza a spicchi


Ricetta

Per l’impasto:
– 250gr farina integrale ai 5 cereali
– 250gr farina 00
– 350ml di acqua
– 1,5gr di lievito di birra
– 8gr di sale rosa
– 1 pizzico di zucchero per attivare il lievito

Per la farcia:
– 2 barbabietole precotte
– 180gr di ricotta
– 1/4 di cavolo viola
– 150gr di provola
– 2 cucchiai abbondanti di pecorino grattugiato
– 1 pizzico di sale rosa
– 1 macinata di pepe (opzionale)

Nella ciotola della planetaria (o a mano!) inserire le farine, azionate la macchina e versate a filo l’acqua che avete precedentemente fatto intiepidire, e in cui avete fatto sciogliere il lievito con un pizzico di zucchero. Quando si sarà formato l’impasto, aggiungete il sale e continuate a mescolare fino a completo assorbimento degli ingrediente. Appena l’impasto si sarà incordato, versatelo sul piano da lavoro, formate due pieghe e riponetelo in una ciotola, nella quale avrete l’accortezza di aggiungere una manciata di farina sul fondo per non far appiccicare l’impasto stesso. Coprite il tutto con un coperchio, o un canovaccio pulito, e mettetelo quindi in forno spento, con lucina accesa, dove resterà per tutto il tempo della lievitazione. Nel mio caso, ho impastato alle 9:00 del mattino, ed ho steso la pizza verso le 18/18:30.
Quindi, trascorso il tempo, oleate una teglia preposta, stendete l’impasto della pizza e dividetelo in otto spicchi. Aiutatevi come in foto: ponete una ciotola non troppo grande al centro della pizza cruda, e con un coltello ricavate gli spicchi. Dovrete incidere otto tagli.


A questo punto passate alla farcia: frullate le barbabietole con la ricotta ed un pizzico di sale e di pepe, ed un cucchiaino di pecorino. Quindi livellate il composto sulla pizza cruda. Su ogni spicchio andate ad aggiungere anche qualche pezzetto di provola, quindi richiudete gli spicchi portando le due estremità verso il centro.


A questo punto potete aggiungere il cavolo viola che avrete precedentemente pulito e tagliato a julienne, e spadellato con un filo d’olio d’oliva, uno spicchio d’aglio, sale ed un goccio d’acqua, e fatto freddare.


Ponete la pizza a spicchi in forno 20 minuti sul ripiano basso in modalità statica, a 220°. Dopodichè, spostatela sul ripiano alto per altri 15 minuti. Trascorso questo tempo, tirate la pizza dal forno, aggiungete la provola ed il pecorino restante al centro, ed infornate sul ripiano centrale per altri 5 minuti.

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